ZES UNICA E IL PIANTO DEL COCCODRILLO
- 25 Luglio 2024
- Posted by: DL Consulting
- Categoria: Economia
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In questi giorni si susseguono i commenti sul provvedimento dell’Agenzia delle Entrate. Assistiamo ad una stucchevole diatriba tra il Ministro Fitto e il Direttore Ruffini.
I segnali di un fallimento c’erano tutti e fare finta di stupirsi oggi è alquanto discutibile.
In tutti i convegni di questi mesi i rischi erano stati evidenziati.
Per comprendere il fallimento basterebbe fare una banale ricerca su internet e digitare: definizione di ZES.
La prima che trovate è una definizione Ambrosetti del 2020, si legge: “Per ZES si intende una zona geograficamente limitata e chiaramente identificata, nella quale le aziende già operative – e quelle che si insedieranno – possono beneficiare di speciali condizioni per gli investimenti e per lo sviluppo”.
In liena con tale definizione, trovate anche la definizione dell’enciclopedia Trecani e naturalemente l’immancabile Wikipedia.
L’errore commesso è stato estendere l’aria e i soggetti beneficiari con un incentivo simile al vecchio bonus sud, senza nessuna visione di sviluppo, tradendo le ZES create inizialmente.
Bastava guardare alle esperienze già presenti, sia in termini di Aree sia in termini di incentivi.
Penso alla free zone di Tangeri che ha generato 600 imprese e 60mila occupati diretti, pensate che il primo terminal è stato realizzato nel 2007.
Incentivi Tangeri:
• esenzione imposte di registro e di bollo;
• esenzione imposta sui brevetti e tassa urbana per 15 anni;
• esenzione imposta sul reddito delle società per 5 anni e, dopo, aliquota ridotta all’8,75% fino al 20° anno;
• esenzione fiscale sui prodotti azionari, azioni e proventi assimilati e sul rimpatrio di capitali;
• le merci che entrano nella zona esenti da IVA;
• per alcuni settori, lo Stato, attraverso il Fondo Hassan II, concede aiuti finanziari per l’acquisto di terreni e/o la costruzione di unità produttive;
• abbattimento del costo del lavoro.
Oppure, in Europa, l’esempio più significativo è rappresentato dalle ZES in Polonia, in particolare quella di Katowice che comprende 45 comuni dei distretti amministrativi di Slesia, Opole e Piccola Polonia.
Dalla sua istituzione, più di 200 aziende polacche ed estere, hanno investito in quest’area determinando un aumento dei posti di lavoro pari a 60.000 unità, grazie all’investimento di circa 5 miliardi e mezzo di euro.
Incentivi in Polonia:
• esenzione dalla tassa sul reddito
• sgravi per le imposte sugli immobili
• sgravi per le tasse sui mezzi di trasporto
• sgravi per i dazi doganali
• incentivi non fiscali per l’assunzione di nuovo personale
• incentivi non fiscali relativi alle procedure di investimento
• complessiva assistenza durante l’intero processo d’investimento.
Se proprio ZES UNICA si voleva realizzare si sarebbe potuto anche diversificare l’incentivo per aree industriali e altre aree e magari con percentuali dal 40% al 60% puntanto maggiormente su alcuni settori e appunto sulle aree industriali da sviluppare per attrarre investimenti.